Rx endorali

La radiografia endorale è un esame di radiologia odontoiatrica che permette al dentista di avere informazioni dettagliate ma circoscritte ad uno od, al massimo, 3 denti il tutto su una lastra di piccole dimensioni.

Come si effettua ?

La procedura per eseguire una radiografia endorale è molto semplice: il dentista prepara la lastra, di dimensioni molto ridotte per ridurre al minimo il disagio del paziente, e la sistema nel cavo orale del paziente il quale ha il compito di tenerla ferma serrando i denti e mordendo un supporto di plastica a cui la lastrina stessa è connessa. Per mezzo di un radiografico, un lungo braccio direzionabile con un centratore finale a forma di cilindro, viene circoscritta la porzione di arcata interessata dall’esame, l’apparecchio viene appoggiato alla guancia del paziente il quale è protetto dall’irradiamento attraverso una mantella o un collare piombato per evitare che le radiazioni giungano a parti del corpo non interessati all’esame radiografico.

Il tempo di esposizione è simile a quello di una normale fotografia, tutto si conclude in pochi secondi. Segue il processo di sviluppo in una camera oscura al cui interno si trovano le tre vasche di sviluppo, lavaggio, fissaggio e dopo pochi minuti è visibile il risultato sulla lastrina stessa.

Indicazioni

La radiografia intraorale è di notevole supporto all’operatore sia durante la terapia che per i successivi controlli. L’impiego più comune della radiografia endorale si riscontra nel caso di necessità di esaminare in modo specifico solo un dente oppure due o tre elementi limitrofi e di questi renderne ben visibili alcuni particolari come: corona, colletto, radice, gengiva, legamento parodontale e osso alveolare. Durante la devitalizzazione, la lastrina indica con precisione al dentista il numero, la forma delle radici e l’eventuale presenza di canali radicolari laterali la cui mancata detersione e successiva sigillatura comprometterebbe l’intera terapia canalare. La radiografia endorale in fase intraoperatoria permette di evitare lesioni a strutture anatomiche vicine al campo operatorio, come le radici dentarie o il canale mandibolare.